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classical-guitar

Carulli ritrovato: edizioni critiche inedite per la chitarra dell’Ottocento.Importante novità editoriale della casa editrice Edizioni Suvini Zerboni SUGAR

Settembre 8, 2025

a cura di Stefano Magliaro

Italian and English Version

Due nuovi interessanti lavori del M° Calandruccio aggiungono un altro importante tassello storico-musicale nell’ambito del vasto ed articolato universo della musica per chitarra dell’ottocento e riportano alla luce due capolavori di Ferdinando Carulli: la Sonata Sentimentale Les Amours d’Adonis & Venus Op. 42 e le Variations sur la Marche d’Aline Op. 219 bis per chitarra e pianoforte.

La revisione della Sonata Sentimentale Op. 42 si basa sull’edizione originale pubblicata da Carli nel 1811, supervisionata a suo tempo in modo scrupoloso dallo stesso Carulli. L’opera, tra le più significative della prima produzione carulliana, si distingue per la struttura narrativa e descrittiva, assimilabile a una “piccola opera da salotto” di chiara ispirazione melodrammatica.

L’Op. 219 bis, invece, costituisce un’autentica riscoperta in quanto, sebbene segnalata nel catalogo di M. Torta, nessun esemplare era stato finora rinvenuto. L’unico originale oggi conosciuto appartiene alla biblioteca privata del revisore, Romolo Calandruccio. Composta nei primi anni Venti dell’Ottocento e pubblicata dall’editore Dufaut & Dubois a Parigi nel 1823 circa, l’opera fu eseguita da Carulli stesso in importanti contesti concertistici e successivamente ripresa anche da Giulio Regondi, a conferma del suo valore artistico e virtuosistico in particolare per quanto riguarda la scrittura chitarristica brillante che sfrutta l’intera estensione dello strumento.

In entrambi i lavori il revisore si è prefisso l’obiettivo di restituire il testo musicale con rigore filologico, esplicitando le voci polifoniche, uniformandone la notazione secondo la prassi storica e inserendo una diteggiatura, funzionale per lo strumento storico ma anche per quello moderno. La diteggiatura, completamente assente negli originali, è stata dedotta da un attento ed approfondito studio di passaggi similari delle altre opere di Carulli, diteggiate dallo stesso autore. Particolare attenzione è stata riservata agli abbellimenti, alle legature e ai segni di espressione, interpretati alla luce dei precetti dettati dallo stesso Carulli nelle sue opere didattiche, in particolare nel Méthode pour guitare op. 27.

L’importanza di queste revisioni è duplice: da un lato forniscono un testo affidabile e curato sul piano critico ed esecutivo; dall’altro offrono una lettura storicamente informata, utile per comprendere lo stile carulliano e l’evoluzione della scrittura chitarristica nei primi decenni dell’Ottocento. Un ulteriore titolo di merito consiste nel fatto che entrambe le revisioni sono arricchite da un ampio commentario comparativo tra le diverse fonti (manoscritte o stampate), offrendo sia agli interpreti che agli studiosi una chiave di lettura completa delle due opere.

Con queste nuove edizioni, due opere di grande pregio artistico riprendono il loro posto nel vasto repertorio ottocentesco della chitarra, pronte a risuonare di nuovo nelle nostre sale da concerto.

Come ordinare i singoli volumi:

https://www.stretta-music.it/carulli-sonate-sentimentale-nr-1916378.html

https://www.stretta-music.it/carulli-variations-sur-la-marche-daline-op-219-bis-nr-1916379.html
https://www.musicshopeurope.com


ENGLISH VERSION

Carulli rediscovered: unpublished critical editions of the 19th-century guitar. An important new release from the publishing house Edizioni Suvini Zerboni SUGAR.

By Stefano Magliaro

Two new and highly interesting works by M° Calandruccio add another important historical and musical milestone to the vast and multifaceted universe of 19th-century guitar music, bringing back to light two masterpieces by Ferdinando Carulli: the Sonata Sentimentale Les Amours d’Adonis & Venus Op. 42 and the Variations sur la Marche d’Aline Op. 219 bis for guitar and piano.

The revision of the Sonata Sentimentale Op. 42 is based on the original edition published by Carli in 1811, meticulously supervised at the time by Carulli himself. Among the most significant works of his early output, the piece stands out for its narrative and descriptive structure, resembling a “small salon opera” clearly inspired by melodramatic aesthetics.

The Op. 219 bis, on the other hand, represents a true rediscovery, as although mentioned in M. Torta’s catalogue, no copy had ever been traced until now. The only known original today belongs to the private library of the reviser, Romolo Calandruccio. Composed in the early 1820s and published by Dufaut & Dubois in Paris around 1823, the work was performed by Carulli himself in important concert settings and later taken up by Giulio Regondi, confirming its artistic and virtuosic value, particularly for its brilliant guitar writing, which exploits the full range of the instrument.

In both works, the reviser set himself the goal of restoring the musical text with philological rigour: clarifying polyphonic voices, standardising the notation according to historical practice, and adding fingerings functional both for the historical instrument and for the modern guitar. The fingerings, completely absent in the originals, were reconstructed through a careful and in-depth study of similar passages in other Carulli works fingered by the composer himself. Special attention was given to ornaments, slurs, and expressive markings, interpreted in light of Carulli’s own pedagogical writings, in particular his Méthode pour guitare Op. 27.

The significance of these revisions is twofold: on the one hand, they provide a reliable text carefully prepared on both critical and performance levels; on the other, they offer a historically informed reading, essential for understanding Carulli’s style and the evolution of guitar writing in the early decades of the 19th century. Another notable feature is that both editions are enriched with a comprehensive comparative commentary of the various sources (manuscript and printed), thus offering both performers and scholars a complete interpretative key to the two works.

With these new editions, two works of great artistic value reclaim their rightful place in the vast 19th-century guitar repertoire, ready to resound once again in our concert halls.

How to order individual volumes:

https://www.stretta-music.it/carulli-sonate-sentimentale-nr-1916378.html

https://www.stretta-music.it/carulli-variations-sur-la-marche-daline-op-219-bis-nr-1916379.html
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Matteo Carcassi, Nuova Biografia Documentata. Trovata anche la sua tomba!

Aprile 10, 2023

a cura di Romolo Calandruccio

Durante la mia lunga e articolata ricerca su Ferdinando Carulli mi ero imbattuto su notizie riguardanti Matteo Carcassi che, non essendo relative al soggetto del mio lavoro, erano rimaste inedite. Stimolato dalla lettura dell’interessante articolo di Catherine Marlat, “Matteo Carcassi. Nuovi elementi biografici”,1 apparso su questa rivista lo scorso gennaio, ho ritenuto opportuno portare alla luce le nuove informazioni e ricostruire la biografia di Carcassi facendo il punto sulla situazione. Nel mettere in ordine il materiale, mi sono reso conto che le notizie riferite dai biografi di Carcassi dall’Ottocento in poi non erano mai state verificate attraverso fonti oggettive (articoli apparsi sui giornali dell’epoca, annunci pubblicitari, recensioni ecc.). In effetti Mauro Mariottini,2 che per primo ha toccato l’argomento in tempi recenti, si è limitato più o meno a riportare e riorganizzare le cose scritte su Carcassi fino ad allora. Per un nuovo vero aggiornamento abbiamo dovuto aspettare l’articolo di Carpino e Dell’Ara,3 che hanno reso noto il certificato di battesimo, e quello della Marlat che ha fatto luce su altri dati importanti: la militanza di Carcassi nell’esercito napoleonico, l’aspetto fisico, il matrimonio con Judith Uranie Mées e la data corretta di morte. Lo scopo di questo lavoro è cercare di documentare, per quanto possibile, le informazioni disponibili, eliminando probabili infondatezze e formulando, grazie alle più recenti acquisizioni, nuove ipotesi più plausibili, tali da suggerire strade di ricerca alternative a chi volesse dare risposte a questioni eventualmente rimaste in sospeso.

Così comincia il mio lungo articolo biografico su Matteo Carcassi che uscirà sulla rivista chitarristica “il Fronimo” n. 202, anno cinquantunesimo – aprile 2023.

Dalla ricerca è scaturita una biografia più affidabile, che non si limita a riportare quanto già detto da altri biografi a partire dall’Ottocento fino ai giorni nostri ma, verificando ogni singola notizia, sono state smentite le notizie false e confermate quelle vere (poche!) sempre attraverso fonti documentali. Naturalmente sono state formulate anche delle ipotesi riguardo alcuni aspetti della vita di Carcassi, ma partendo sempre da dati oggettivi e in qualche modo verificabili.

In questa ricerca l’aspetto più emozionante è stato il ritrovamento e la visita alla tomba di Carcassi ancora in perfetto stato, a 170 anni dalla morte, presso il Cimitero monumentale di Montmartre a Parigi. Grazie a questa scoperta, i chitarristi che finora si recavano “in pellegrinaggio” a Montmartre per rendere omaggio alla tomba di Fernando Sor, oggi, possono fare lo stesso per Matteo Carcassi che, come avrete modo di leggere nella biografia, a partire dagli anni ’20 dell’Ottocento era sempre citato in coppia con Fernando Sor in ogni articolo dove si parlava di chitarra o di chitarristi.

La tomba di Matteo Carcassi al Cimitero di Montmartre a Parigi, trovata da Romolo Calandruccio
(il video è fornito di sottotitoli con le traduzioni nelle varie lingue)

  1. CATHERINE MARLAT, Matteo Carcassi. Nuovi elementi biografici, “il Fronimo”, n. 201, gennaio 2023, pp. 31-34.
  2. MAURO MARIOTTINI, Matteo Carcassi (1793? – 1853): un aggiornamento bio-bibliografico, “il Fronimo”, n. 108, ottobre 1999, pp. 25-42 (con catalogo delle opere a cura di Mario Dell’Ara).
  3. RAFFAELE CARPINO & MARIO DELL’ARA, Matteo Carcassi (Firenze, 8 aprile 1796 – Parigi, 16 gennaio 1853): un nuovo aggiornamento biografico, “il Fronimo”, n. 184, ottobre 2018, pp. 5-9.

English version

Matteo Carcassi, New Documented Biography. Found his tomb!

During my long and articulated research on Ferdinando Carulli I came across news concerning Matteo Carcassi which, unrelated to the subject of my work, still needed to be published. Stimulated by reading the interesting article by Catherine Marlat, “Matteo Carcassi. New biographical elements”,1 which appeared in this magazine last January, I thought it appropriate to bring the new information to light and reconstruct Carcassi’s biography by taking stock of the situation. In putting the material in order, I realized that the news reported by Carcassi’s biographers from the 19th century onwards had never been verified through objective sources (articles that appeared in the newspapers of the time, advertisements, reviews, etc.). Mauro Mariottini,2 who was the first to touch on the subject in recent times, limited himself more or less to reporting and reorganizing what had been written about Carcassi up until then. For a new real update we had to wait for the article by Carpino and Dell’Ara,3 who disclosed the baptismal certificate, and that by Marlat which shed light on other important data: Carcassi’s militancy in the Napoleonic army, physical appearance, marriage to Judith Uranie Mées and the correct date of death. The purpose of this work is to try to document, as far as possible, the available information, eliminating probable groundlessness and formulating, thanks to the most recent acquisitions, new more plausible hypotheses, such as to suggest alternative research paths to those wishing to give answers to any questions remained pending.

Thus begins my long biographical article on Matteo Carcassi which will be published in the guitar magazine “il Fronimo” n. 202, year fifty-first – April 2023.

The research resulted in a more reliable biography, which does not limit itself to reporting what has already been said by other biographers from the nineteenth century to the present day but, by verifying every single piece of news, the false ones have been denied and the true ones confirmed (few!) always through documentary sources. Naturally, hypotheses have also been formulated regarding some aspects of Carcassi’s life, but always starting from objective and verifiable data.

Indeed, the most exciting aspect of this research was the discovery and visit to Carcassi’s tomb, still in perfect condition 170 years after his death, at the monumental cemetery of Montmartre in Paris. Thanks to this discovery, the guitarists who until now went “on pilgrimage” to Montmartre to pay homage to the tomb of Fernando Sor, today can do the same for Matteo Carcassi, who, as you will be able to read in the biography, starting from the ’20 of the nineteenth century was always mentioned in tandem with Fernando Sor in every article where the guitar or guitarists were mentioned.


  1. CATHERINE MARLAT, Matteo Carcassi. Nuovi elementi biografici, “il Fronimo”, n. 201, gennaio 2023, pp. 31-34.
  2. MAURO MARIOTTINI, Matteo Carcassi (1793? – 1853): un aggiornamento bio-bibliografico, “il Fronimo”, n. 108, ottobre 1999, pp. 25-42 (con catalogo delle opere a cura di Mario Dell’Ara).
  3. RAFFAELE CARPINO & MARIO DELL’ARA, Matteo Carcassi (Firenze, 8 aprile 1796 – Parigi, 16 gennaio 1853): un nuovo aggiornamento biografico, “il Fronimo”, n. 184, ottobre 2018, pp. 5-9.

Ferdinando Carulli a Londra!

Febbraio 19, 2023

By Romolo Calandruccio

Nel Catalogo delle opere di Carulli salta agli occhi l’unica opera stampata in Inghilterra e, come riportato nel titolo, “composta a Londra”. Mario Torta1 l’ha catalogata come op. 1 [b],

Forty [Fourteen, corretta nelle 2a edizione] Easy Pieces and Eight Short Preludes for the Guitar. Composed for the use of Beginners by Ferdinand Carulli. Op. 1, of Works Composed in London. Ent. Sta. Hall. London Printed by T. Boosey & Co. Importers & Publishers of Foreign Music. N° 28 Holles Street, Oxford Street. 

L’opera viene pubblicizzata sulla rivista Harmonicon a marzo del 1824. La scritta “Op. 1 dei lavori composti a Londra” mi ha sempre fatto pensare a un progetto editoriale che forse Carulli intendeva portare avanti con l’editore Boosey, ma evidentemente non ebbe sviluppi.

Come ho avuto modo di constatare più volte, il bello della ricerca storica sono le notizie inaspettate, mentre stai lavorando su altro, notizie che magari avevi pure ipotizzato senza mai trovare un dato storico che le confermasse. Così è successo in questo caso, durante le ricerche per un mio nuovo articolo, trovo la pubblicità di un concerto a Londra di Carulli il 20 maggio 1823.

Si è proprio così, Ferdinando Carulli è stato a Londra e si è esibito al The King’s Theatre!

The King’s Theatre, Londra

Da studioso di Ferdinando Carulli la scoperta mi ha veramente emozionato, perché potevo aggiungere un altro piccolo pezzo al puzzle della vita di questo grande maestro napoletano.

Una volta trovato l’indizio ho cominciato ad approfondire l’argomento e ho trovato, tra l’altro, che la notizia di questo concerto era stata riportata da Christopher Page nel 2020 nel suo bel libro The guitar in Georgian England – A social and musical history2 (che consiglio a chi non l’avesse già!). La notizia credo sia sfuggita ai più (anche a me che in questi anni ho “scavato” in ogni luogo, fisico e virtuale, alla ricerca di sue notizie!) anche perché Page, visto l’ampio spettro della sua pubblicazione, giustamente la tratta brevemente, senza approfondirla.

Innanzitutto quando ho trovato la notizia del concerto sui giornali ho iniziato a verificare se Carulli si fosse esibito nei mesi o negli anni a seguire e mi sembrava strano non trovare niente, in particolare nel 1824, data della pubblicazione dell’op. 1 [b]. A tal proposito è illuminante quanto scrive Page: 

“Due dei più influenti chitarristi della scena europea occidentale, Ferdinando Carulli e Matteo Carcassi, visitarono Londra negli anni ’20 dell’Ottocento. Questo avvenimento era un sogno che si avverava per gli affezionati di chitarra che potevano ascoltarli, ma i due maestri non lasciarono alcuna traccia. Nessuno dei due era pronto ad azzardare un tour, probabilmente per mancanza dei contatti giusti o perché qualsiasi idea di pianificazione avrebbe richiesto un bilancio fra i costi di vitto e viaggio rispetto agli incassi delle vendite dei biglietti, che non sono mai sicuri.[…]”.

Presto spiegato il perché risulti un solo concerto pubblico di Carulli! Molto probabilmente Carulli partì da Parigi senza avere i contatti giusti sul posto.

Ritornando alla notizia riportata da Page, confrontando gli annunci da me ritrovati e quanto da lui scritto, ho notato qualche discrepanza che vorrei chiarire. Page scrive che Carulli ha suonato “le sue variazioni (op. 209) su un tema tratto dall’opera Aline, reine de Golconde di Pierre-Alexandre Monigny”. Riguardo questo passaggio, vorrei precisare che l’indicazione del numero dell’opera (209) sarà sicuramente un refuso di stampa, perché le “Variations sur la marche d’Aline” corrisponde in realtà all’op. 219, a cui si aggiungono le opere 219 bis e ter sempre sullo stesso tema. Inoltre c’è un problema anche nella segnalazione della derivazione del tema usato da Carulli che non è tratto dall’opera di Monigny, bensì da Aline, reine de Golconde musicata da Henri-Montan Berton nel 1803.

Adesso torniamo agli annunci del concerto di Carulli che ho trovato, essi sono apparsi su tutti i principali giornali di Londra tra il 19 e il 20 maggio, giorno del concerto. Si trattava di un evento tutto sommato importante, innanzitutto per la location – il King’s Theatre – il teatro più importante di Londra, ma anche per gli altri artisti coinvolti, in quell’occasione veniva rappresentato l’Otello di Rossini e vedeva come protagonisti il famoso tenore Garcia e la soprano Madame Camporese. Inoltre, alla fine del secondo atto era previsto il Balletto Pantomima Aline reine de Golconde con interpreti anche qui d’eccezione l’attrice Madame Vestris e il ballerino e coreografo Sig. Aumer. Lo stesso balletto con le musiche di Gustave Dugazon sarà presentato a Parigi il 1° ottobre 1823.

Ciò che colpisce negli annunci è l’importanza che si dà alla presenza di Carulli e quanto i giornali si sono “sbizzarriti” nello storpiargli il cognome.

Annunci del 19 maggio 1823

“King’s Theatre. Domani sera, La principale Opera seria di Rossini Otello. Dopo dell’Opera, il Sig. Carcelli [sic] che è appena arrivato da Parigi, con grande piacere, eseguirà sulla chitarra “Un frammento di Concerto” di sua composizione. […]”

Il The Morning Chronicle, quindi, oltre a storpiare il nome di Carulli in “Carcelli”, dà una notizia importante per tracciare i movimenti di Carulli, ovvero che è arrivato da poco a Londra e, novità, in programma è previsto “un Frammento di Concerto”! Si tratta del Concerto per chitarra e orchestra op. 8 [a]?

The Morning Chronicle del 19 maggio 1823, p. 2

Lo stesso giorno c’è anche l’annuncio del New Times dove il nome è riportato correttamente e viene confermato lo stesso “Frammento di Concerto” in programma

The New Times del 19 maggio 1823, p. 3

Annunci del 20 maggio

Nell’annuncio del giorno seguente del Morning Chronicle, il nome rimane storpiato ma, cosa interessante, viene cambiato il brano previsto, non più un Frammento dal suo Concerto bensì “Delle variazioni sul Tema d’Alina” sempre di sua composizione. Come mai è stato cambiato il programma? Forse perché essendo previsto il Balletto di Aline, Reine de Golconde, si voleva dare una certa “continuità” ai due intermezzi? Oppure, vista l’ampiezza della sala, forse la chitarra non avrebbe retto il confronto con l’orchestra e quindi c’è stato un ripensamento? Non lo sapremo mai, di fatto i programmi sono stati cambiati. 

The Morning Chronicle del 20 maggio 1823, p. 3

Un altro punto da chiarire sarebbe quale delle tre opere 219 è stata eseguita da Carulli? Tra quelle catalogate da Torta non ci sono brani solistici ma una versione per chitarra e orchestra (op. 219), una per chitarra e pianoforte (op. 219 bis) e un’altra per due chitarre (op. 219 ter). È possibile che esista una versione per chitarra solista o Carulli avrà semplicemente adattato la parte solistica della versione con l’Orchestra? Non lo sapremo mai con certezza, ma dalla recensione, che vedremo più avanti, sembrerebbe aver suonato da solo.

Gli annunci il giorno del concerto sono più numerosi, non poteva mancare l’annuncio sul The Morning Post che è identico a quello del The Chronicle ma cambia la storpiatura del cognome in “Cerulli”.

The Morning Post del 20 maggio 1823, p. 2

Nell’annuncio del New Times, uguale ai due precedenti, ritroviamo finalmente il nome esatto del nostro Ferdinando.

The New Times del 20 maggio 1823, p. 2

L’ultimo annuncio che ho trovato è quello più stringato del Morning Herald che ricalca i precedenti storpiando il nome in un altro modo: “Carucci”.

The Morning Herald del 20 maggio 1823, p. 2

L’ultima notizia che abbiamo di questa eccezionale presenza a Londra di Carulli è la breve recensione del concerto apparsa sul The New Times

“[…] Tra un atto e l’altro, il sig. CARULLI, un chitarrista rinomato, ha eseguito le Variations sul Tema d’Aline. La chitarra è ovviamente troppo debole per impressionare in un luogo così ampio; ma CARULLI è un abile interprete, ed è stato applaudito.[…]”

The New Times del 21 maggio 1823, stralcio della recensione del concerto.

Per dare un’idea della grandezza della sala:

La facciata esterna e la pianta interna del The King’s Theatre del 1818

Chiudiamo con questa bella attestazione di stima nei confronti di Carulli che evidenzia, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto la sua figura di grande musicista, didatta e interprete sia stata apprezzata dai suoi contemporanei in tutta Europa. Spero che questo mio nuovo approfondimento su Carulli possa servire da sprone per continuare e allargare la ricerca su questo autore.

___________________________________

1Mario Torta, Catalogo completo delle opere di Ferdinando Carulli Voll. I e II, LIM, Lucca, 1993

2 The guitar in Georgian England – A social and musical history, Yale University, London 2020, p. 181. “Two of the most influential guitarists on the Western European scene, Ferdinando Carulli and Matteo Carcassi, visited London in the 1820s. This was such stuff as dreams are made on for devotees of the guitar who were able to hear them, but the two masters left barely a rack behind. Neither was ready to hazard a tour, perhaps for want of the necessary contacts or any appetite for the planning required to balance the costs of travel and accommodation against revenue from ticket sales, which were always uncertain.[…]”

Fonti delle immagini: https://collections.vam.ac.uk/ ; https://www.jasit.it


Per chi volesse leggere la biografia più completa scritta fino ad oggi su Ferdinando Carulli, in attesa della pubblicazione del libro, può consultare i 7 articoli di Romolo Calandruccio, apparsi consecutivamente sulla rivista chitarristica “il Fronimo” (128 pagine) dal n. 191 di luglio 2020 al n. 197 di gennaio 2022. Le copie si possono acquistare direttamente dal sito www.il fronimo.it.

Indice della biografia su Ferdinando Carulli A CURA DI ROMOLO CALANDRUCCIO

“Ferdinando Carulli (Napoli, 09.02.1770 – Parigi, 14.02.1841) Un aggiornamento biografico tra dati storici e ipotesi a 250 anni dalla nascita”

PERIODO NAPOLETANO: Origini della famiglia paterna; La famiglia e la residenza; Ferdinando figlio d’arte; La famiglia di Ferdinando; Raffaele Carulli, un cugino chitarrista?; Il manoscritto Thorvaldsen; Formazione musicale; La partenza da Napoli.

PERIODO LIVORNESE: Situazione culturale-musicale a Livorno; Arrivo a Livorno; La prima residenza certificata a Livorno; La nascita del figlio Gustavo; Amicizie ipotetiche e reali: Carulli e Gragnani, Carulli e Paganini; Amicizie influenti: Il barone Herman Schubart; Il Console Matteo Lesseps; Il conte Ferdinando Ceccopieri.

CARULLI NEL NORD ITALIA: Tournée italiana; Amicizie emiliane.

ATTIVITA’ EDITORIALE PRE-PARIGINA: La stampa in Italia a fine settecento e inizi dell’Ottocento; Copie manoscritte in Italia; Musica stampata in Italia; Musica stampata all’estero; Carulli nella stampa estera; Carulli e i suoi ipotetici viaggi all’estero; Il viaggio verso Parigi.

PRIMO PERIODO PARIGINO E ATTIVITA’ CONCERTISTICA: Parigi la “Mecca” dei chitarristi; Chitarra “strumento ingrato”; Arrivo a Parigi; Debutto pubblico parigino e le critiche al primo concerto; La Salle Olympique crocevia dei debuttanti; Annuncio e critiche del secondo concerto; Concerti in provincia; Considerazioni sulla tecnica di Carulli desunte dalle critiche.

SECONDO PERIODO PARIGINO: Carulli & friends; Carulli e i chitarristi del suo tempo; Carulli e Sor; Carulli e Carcassi; Carulli e Molino; Carulli e Coste; Il Metodo storia di un successo planetario; Attività didattica e allievi “certificati”; Carulli nei programmi da concerto; Carulli e l’editoria parigina; Morte e sepoltura di Ferdinando;

LA FAMIGLIA DI CARULLI: Residenze parigine; La moglie Joséphine Boyer; Gustavo Giuseppe Giovanni Carulli.

LE OPERE DI FERDINANDO CARULLI: Aggiornamento del catalogo; Novità fuori catalogo; il ritratto inedito di Carulli.

CONCLUSIONI

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