Carulli ritrovato: edizioni critiche inedite per la chitarra dell’Ottocento.Importante novità editoriale della casa editrice Edizioni Suvini Zerboni SUGAR
a cura di Stefano Magliaro
Italian and English Version
Due nuovi interessanti lavori del M° Calandruccio aggiungono un altro importante tassello storico-musicale nell’ambito del vasto ed articolato universo della musica per chitarra dell’ottocento e riportano alla luce due capolavori di Ferdinando Carulli: la Sonata Sentimentale Les Amours d’Adonis & Venus Op. 42 e le Variations sur la Marche d’Aline Op. 219 bis per chitarra e pianoforte.


La revisione della Sonata Sentimentale Op. 42 si basa sull’edizione originale pubblicata da Carli nel 1811, supervisionata a suo tempo in modo scrupoloso dallo stesso Carulli. L’opera, tra le più significative della prima produzione carulliana, si distingue per la struttura narrativa e descrittiva, assimilabile a una “piccola opera da salotto” di chiara ispirazione melodrammatica.
L’Op. 219 bis, invece, costituisce un’autentica riscoperta in quanto, sebbene segnalata nel catalogo di M. Torta, nessun esemplare era stato finora rinvenuto. L’unico originale oggi conosciuto appartiene alla biblioteca privata del revisore, Romolo Calandruccio. Composta nei primi anni Venti dell’Ottocento e pubblicata dall’editore Dufaut & Dubois a Parigi nel 1823 circa, l’opera fu eseguita da Carulli stesso in importanti contesti concertistici e successivamente ripresa anche da Giulio Regondi, a conferma del suo valore artistico e virtuosistico in particolare per quanto riguarda la scrittura chitarristica brillante che sfrutta l’intera estensione dello strumento.
In entrambi i lavori il revisore si è prefisso l’obiettivo di restituire il testo musicale con rigore filologico, esplicitando le voci polifoniche, uniformandone la notazione secondo la prassi storica e inserendo una diteggiatura, funzionale per lo strumento storico ma anche per quello moderno. La diteggiatura, completamente assente negli originali, è stata dedotta da un attento ed approfondito studio di passaggi similari delle altre opere di Carulli, diteggiate dallo stesso autore. Particolare attenzione è stata riservata agli abbellimenti, alle legature e ai segni di espressione, interpretati alla luce dei precetti dettati dallo stesso Carulli nelle sue opere didattiche, in particolare nel Méthode pour guitare op. 27.
L’importanza di queste revisioni è duplice: da un lato forniscono un testo affidabile e curato sul piano critico ed esecutivo; dall’altro offrono una lettura storicamente informata, utile per comprendere lo stile carulliano e l’evoluzione della scrittura chitarristica nei primi decenni dell’Ottocento. Un ulteriore titolo di merito consiste nel fatto che entrambe le revisioni sono arricchite da un ampio commentario comparativo tra le diverse fonti (manoscritte o stampate), offrendo sia agli interpreti che agli studiosi una chiave di lettura completa delle due opere.
Con queste nuove edizioni, due opere di grande pregio artistico riprendono il loro posto nel vasto repertorio ottocentesco della chitarra, pronte a risuonare di nuovo nelle nostre sale da concerto.


Come ordinare i singoli volumi:
https://www.stretta-music.it/carulli-sonate-sentimentale-nr-1916378.html
https://www.stretta-music.it/carulli-variations-sur-la-marche-daline-op-219-bis-nr-1916379.html
https://www.musicshopeurope.com
ENGLISH VERSION
Carulli rediscovered: unpublished critical editions of the 19th-century guitar. An important new release from the publishing house Edizioni Suvini Zerboni SUGAR.
By Stefano Magliaro
Two new and highly interesting works by M° Calandruccio add another important historical and musical milestone to the vast and multifaceted universe of 19th-century guitar music, bringing back to light two masterpieces by Ferdinando Carulli: the Sonata Sentimentale Les Amours d’Adonis & Venus Op. 42 and the Variations sur la Marche d’Aline Op. 219 bis for guitar and piano.


The revision of the Sonata Sentimentale Op. 42 is based on the original edition published by Carli in 1811, meticulously supervised at the time by Carulli himself. Among the most significant works of his early output, the piece stands out for its narrative and descriptive structure, resembling a “small salon opera” clearly inspired by melodramatic aesthetics.
The Op. 219 bis, on the other hand, represents a true rediscovery, as although mentioned in M. Torta’s catalogue, no copy had ever been traced until now. The only known original today belongs to the private library of the reviser, Romolo Calandruccio. Composed in the early 1820s and published by Dufaut & Dubois in Paris around 1823, the work was performed by Carulli himself in important concert settings and later taken up by Giulio Regondi, confirming its artistic and virtuosic value, particularly for its brilliant guitar writing, which exploits the full range of the instrument.
In both works, the reviser set himself the goal of restoring the musical text with philological rigour: clarifying polyphonic voices, standardising the notation according to historical practice, and adding fingerings functional both for the historical instrument and for the modern guitar. The fingerings, completely absent in the originals, were reconstructed through a careful and in-depth study of similar passages in other Carulli works fingered by the composer himself. Special attention was given to ornaments, slurs, and expressive markings, interpreted in light of Carulli’s own pedagogical writings, in particular his Méthode pour guitare Op. 27.
The significance of these revisions is twofold: on the one hand, they provide a reliable text carefully prepared on both critical and performance levels; on the other, they offer a historically informed reading, essential for understanding Carulli’s style and the evolution of guitar writing in the early decades of the 19th century. Another notable feature is that both editions are enriched with a comprehensive comparative commentary of the various sources (manuscript and printed), thus offering both performers and scholars a complete interpretative key to the two works.
With these new editions, two works of great artistic value reclaim their rightful place in the vast 19th-century guitar repertoire, ready to resound once again in our concert halls.


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